venerdì 26 settembre 2014

Dietro le quinte dell'EVENTO!!! Noi siamo ...

«Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono.»

Primo Levi, nel suo romanzo  “La chiave a stella”, esprime molto bene il concetto della passione. L’amore per ciò che si fa è fondamentale in ogni momento della vita, specie quando si organizza in poco tempo la prima edizione del torneo internazionale “FuniñJ”, che ha registrato la partecipazione di oltre 160 atleti dell’età compresa tra 9 e 14 anni di nazionalità differente. Hanno preso parte a questo evento le giovanili di squadre italiane ai vertici come  FC Internazionale, Polis Genova, AC Monza Brianza, UC Albinoleffe. E ancora il Calvairate, scuola calcio FC Internazionale e riconosciuta F.I.G.C., il Vis Nova di Giussano, La Dominante di Monza e l’ AC Pavia. Dalla Sardegna è arrivata la rappresentativa Wilier Sassari, composta da ragazzini di due squadre dell’isola. Una piacevole sorpresa del FuniñJ è stata la partecipazione del Real Meda, squadra femminile composta, tra le altre cose, da bambine di età inferiore rispetto alla media maschile, ma non si sono lasciate sconfortare da qualche gol subito di troppo, lottando con onore e conquistando alla fine del torneo il gagliardetto del premio Fairplay, testimone appunto dell’ottima prova di perseveranza e coraggio che le ragazzine hanno superato alla grande! Presso il centro sportivo NEI di Monza hanno alloggiato, oltre ai sardi e i genovesi, sei squadre provenienti dall'estero. Gli atleti tedeschi del St. Pauli si sono aggiudicati la coppa “Beautiful Game”, assegnata alla squadra che ha offerto la visione del gioco più attraente ed entusiasmante. Dalla Germania sono arrivati anche i ragazzi dell'Hoffenheim. Inoltre, hanno partecipato al funiñJ, i polacchi del team UKS SMS LODZ, gli irlandesi appartenenti alla FC Terenure, i finlandesi dell’HJS, e gli spagnoli dell’US Poblense.

Ma chi ha vinto il torneo?
Il funiñJ, particolare metodo di gioco ideato da Horst Wein, non  prevede classifica né un vincitore del torneo. Lo scopo principale infatti diviene lo sviluppo delle capacità di osservazione dei ragazzini che, senza indicazioni degli allenatori, devono essere in grado di muoversi, occupare bene gli spazi, risolvere problematiche tattiche che si presentano durante il tempo unico di 12 minuti. Le regole del gioco sono differenti rispetto a quelle del calcio “normale”: il campo di gioco misura 25 x 35m dove sono situate, alle estremità opposte, del campo 2 porte (2 x 1m) distanti tra loro 12m. Esistono due aree di 6m davanti ad ogni coppia di porte, al di fuori delle quali non è possibile calciare in porta. Ogni squadra è composta da cinque ragazzini, si gioca tre contro tre e ad ogni gol-fatto o subito c’è un cambio. Questo per sottolineare l’importanza che assume ogni singolo giocatore, continuamente chiamato a dare un nuovo contributo e un nuovo stimolo alla squadra. Nel funiñJ ciò che conta maggiormente è divertirsi, come dice la parola stessa.
Brianza Tornei invita a riflettere proprio sull'aggettivo che, qualche riga sopra, abbiamo usato per definire il calcio come lo si intende di solito, quello trasmesso in televisione. “Normale” è il calcio business, il calcio legato all'economia e praticato da persone pagate milioni, negli stadi che le famiglie hanno timore di frequentare. Il calcio che va di moda è “normale”?  Dal nostro punto di vista è molto fastidioso, come si suol dire, che venga fatta di tutta l’erba un fascio. Il calcio non è solo violenza, razzismo, ignoranza e campioni ultra pagati. Il calcio non è un allenatore che sgrida i piccoli calciatori o il papà che “spreme” il figlio perché vuole essere orgoglioso, “Il mio fa sempre gol” o “è più forte degli altri perché ha preso da me”. Fortunatamente, abbiamo constatato che in questo terzo millennio in crisi, in cui la gente ha smarrito l’idea di sport e in generale di ciò che possa caratterizzare una vita felice, attaccandosi troppo spesso alle cose materiali o al fatto che “mio figlio andrà in televisione”, c’è ancora gente che vuole divertirsi stando in mezzo agli altri, condividendo una passione. È proprio questo il grandissimo risultato che siamo riusciti ad ottenere il 20 settembre: una giornata di PASSIONE!

Ci piace sottolineare il fatto che sia stata una giornata di passione per la vita, oltre che per lo sport! Nei programmi che abbiamo consegnato ai genitori delle squadre straniere, non abbiamo mancato di scrivere: “remember to have FUN during the FuniñJ!”, perché è stato esattamente questo l’imperativo della giornata: divertirsi e stare bene insieme. Sembreranno banalità e cose all'apparenza scontate, ma quante volte accade? Quanto spesso genitori e bambini hanno l’opportunità di vivere esperienze immemorabili, incontrando gente di altre nazioni, comunicando a gesti per capirsi e chiedere “dov’è il bagno?”, scoppiando a ridere per la comicità delle situazioni che si creano, mangiando insieme e lasciando da parte stress, urla, ambizione? Giocare senza sentirsi sotto pressione, perché non c’era classifica. Tutti i vincitori sono coloro che il 20 settembre hanno sorriso di più! E questa vittoria non appartiene a nessun altro, se non a noi stessi...e non è affatto una cosa da poco! Stare bene non significa evitare la fatica, le delusioni, i piccoli litigi e incomprensioni. Vivere il “FuniñJ” da dietro le quinte è stato complesso per molte ragioni organizzative, ma è una grandissima soddisfazione vedere che il lavoro svolto è stato apprezzato dai partecipanti.

Sarebbe bello che questi attimi di felicità esistessero in ogni ambito nella vita, per rendere la quotidianità speciale, per dare il giusto valore alle cose, per vivere le diverse esperienze e circostanze che il destino ci impone di affrontare con uno sguardo positivo e con gioia, nonostante spesso sia difficoltoso. Sarebbe bello se fosse possibile, ma forse vivere con entusiasmo e passione è una scelta che può optare ogni individuo. Anche se, noi che abbiamo un debole per il calcio, ci sentiamo di dire che “gli istanti prodigiosi e singoli di felicità” sono spesso e volentieri legati a ciò che questo stupendo sport può donarci!


In breve, il FuniñJ , a nostro parere, è stato testimone di una forte passione, il fuoco che alimenta la vita, il calcio come veicolo di felicità concreta. I sorrisi dei bambini, la stretta di mano a fine gara, il fatto che i genitori potessero solo applaudire e incitare, la serietà con cui hanno svolto le partite i ragazzi, senza rinunciare alle risate...hanno ripagato tutto l’impegno di Brianza Tornei, dei ragazzi dello staff e di tutti coloro che hanno avuto ruoli importanti nell'organizzazione di questo splendido evento!