venerdì 29 maggio 2015

Serenità per la NONA!

Sono le 23:32 quando il triplice fischio del direttore di gara sancisce il trionfo di F.C. Serenità nella prima edizione brianzola della Paddy Power Cup. 4-0 e Las Palmas UTD relegati al secondo posto. Scatta la festa a suon di birre, cori e goliardia. Il campo del centro sportivo Sport Village di Monza si trasforma in un teatro, una passerella che incornicia la vittoria di una squadra solida, compatta e ben organizzata.
LA PARTITA - Al momento del fischio d'inizio la tensione è palpabile. In palio, oltre alla gloria, c'è il pass per le finali nazionali del 27 giugno allo Stadio Dino Manuzzi di Cesena. Le squadre, però, si affrontano a viso aperto, alterando fasi di studio ad altre d'attacco. Durante i primi minuti nessuna delle due compagini sembra avere il dominio sull'altra e ciò si traduce in continui ribaltamenti di fronte, il tutto a beneficio del pubblico (numerosissimo) che osserva divertito. È il decimo minuto il punto di svolta della partita. Serenità recupera palla e si lancia all'attacco. Di Biasi è bravissimo a raccogliere l'invito di un suo compagno e a trafiggere i Las Palmas. È 1-0.
Il primo tempo si chiude con i ragazzi di Luca Checola che premono sull'acceleratore, e Serenità che resiste, anche grazie agli ottimi interventi del suo numero uno. Ma è nel secondo tempo che comincia lo show di Simone Gervasio, portiere dei Serenità. Las Palmas, capitanata e guidata dal suo numero 10, Plinio - che a fine gara sarà premiato come miglior giocatore del torneo - comincia ad assediare la trequarti dei ragazzi in verde. Il possesso palla è quasi estenuante, e persino gli spettatori stentano a tenere il conto delle conclusioni. Ecco allora che Gervasio sale in cattedra. Qualcuno da fuori si domanda se il ragazzo tra i pali sia stato punto da uno scorpione, oppure colto dal fuoco sacro. Mani, piedi, stinchi e persino testa: ogni parte del corpo è buona per respingere il disperato tentativo dei Las Palmas. E dove non arriva il portierone, ci pensano i pali. Saranno cinque, alla fine, i legni colpiti dagli sconfitti.


Mancano 10 minuti al termine. Las Palmas attacca, Serenità difende. E difende bene, perché i ragazzi vestiti di bianco, complice anche la stanchezza, faticano a far breccia nelle maglie difensive degli avversari. A cinque dal termine scatta la mossa della disperazione: portiere di movimento. Il tutto per tutto. Ma nemmeno la superiorità numerica (dei giocatori di movimento) consente ai Las Palmas di pareggiare. Anzi, è proprio la mancanza di un portiere fisso a condannare gli uomini di Checola arrotondando il risultato su un 4-0 che certamente li penalizza in modo eccessivo. Gramegna ne fa due, intervallato da Gervasio - si, Gervasio, il portiere! - che sigla il momentaneo 3-0 direttamente da rinvio.
FINALE - Qualche secondo dopo il quarto gol di Serenità l'arbitro sentenzia la fine. È l'inizio della festa. Ai Las Palmas va il merito di non aver mai mollato, a Serenità quello di aver saputo resistere e colpire al momento giusto. A Gervasio (ovviamente premiato miglior portiere della competizione) intitoleranno un statua a mezzo busto all'interno del centro sportivo. Non è un caso che le grandi squadre si costruiscano, innanzitutto, dal portiere.

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